Come accade per tutti i fenomeni che sorgono più o meno spontaneamente in rete, è difficile trovare una definizione adeguata e comprensiva. In sintesi potremmo dire che gli MP3 Blog sono dei normali blog che recensiscono dischi ed associano a cisascun post un link da cui scaricare il disco oggetto della recensione. A questo punto bisogna dire subito che molti di questi blog si concentrano su dischi prodotti dalle netlabel su licenza Creative Commons. L'attività di questi blog è quindi assolutamente legittima e contribuisce a diffondere musica che spesso fa fatica a diffondersi. Il problema nasce invece per quei blog che recensiscono dischi protetti dal diritto d'autore e mettono a disposizione i link per scaricarli gratuitamente e illegalmente. I pretoriani del diritto d'autore chiuderebbero il discorso abbaiando i soliti slogan sulla pirateria che uccide la musica. Io credo che il discorso sia un tantinello più complesso.
Ciascun blogger infatti, pur condividendo materiale non libero da copyright, segue delle proprie linee di condotta che variano molto da caso a caso. In alcuni casi vengono pubblicati dischi facilmente reperibili e di generi musicali abbastanza diffusi. In questi casi, la posizione del blogger è difficilmente difendibile sia dal punto di vista legale che da quello etico. Sotto il profilo etico si tratta in sostanza di verificare se la recensione ha oggettivamento creato un valore aggiunto al dibattito culturale (un giudizio oggettivamente difficile e sempre opinabile). Sotto il profilo (il)legale si tratta di persone che considerano la propria attività come una promozione (anche nelle vendite) del disco in oggetto.
Il caso si complica un poco quando i dischi in oggetto sono di scarsa diffusione e appartengono a "generi musicali" che hanno poco o nessuno spazio sui media mainstream. Direi che alcuni blog che si dedicano alla diffusione (con link illegali) della musica contemporanea appartengano a questa categoria. In questo caso il contributo alla democratizzazione della sfera culturale oppressa dalla dittatura delle classifiche radiofoniche mi sembra innegabile. La possibilità di ascoltare composizioni con un commento critico che altrimenti non avremmo mai avvicinato mi sembra un contributo di grande valore. E francamente mi sembra giustificata anche l'ipotesi che questa attività possa incrementare il consumo a pagamento di queste musiche.
Alcuni blogger appartenenti a quest'ultima categoria si danno una disciplina ancora più rigida. Infatti si limitano a condividere solo materiali che sono introvabili sul mercato ufficiale. La mia opinione è che questi blogger compiono un'attività culturalmente meritoria ed eticamente indiscutibile. Le nostre assurde leggi sul diritto d'autore consentono ad editori ed eredi di tenere chiuse nel cassetto per motivi prettamente economici opere che dovrebbero appartenere all'umanità. Si può quindi affermare che in questi casi gli editori non solo vengono meno al loro dovere sociale ma addirittura costituiscono un freno alla diffusione della cultura.
Come vedete il discoro è complesso e merita ulteriori approfondmenti. Vi rimando quindi ai prossimi post in cui riprenderemo l'argomento e recensiremo i blog più interessanti di questo panorama.