mercoledì 4 gennaio 2012

Sordi al Suono

Scrivo questo post con un pizzico di emozione perché il video che vi propongo mi ha fatto venir fuori una serie di considerazioni sotto forma di emozioni più che di ragionamenti ben connessi. Non si tratta di una cattolica commozione per la disabilità ma di una commozione per me stesso. L'incontro con il suono, così come lo ha concepito Cage è una strada per riconciliarsi, per lasciar perdere il superfluo e ritrovare l'essenziale. E' una rinuncia al Se per ritrovarsi. Il lavoro di Christine Sun Kim mi da esattamente questa sensazione: la voglia di scoprire una parte di se sepolta sotto una disabilità. D'altra parte (e questo forse è un po cattolico) quanti di noi hanno voglia di riscoprire questa parte di se pur non dovendo superare una barriera fisica? L'impressione è che la sordità sia un male non dipendente da disturbi fisici. Molti - direi troppi - sono sordi al suono pur sentendoci benissimo. Essere sordi al suono significa non rinunciare a qualcosa di se, significa essere sordi agli altri. Significa essere sordi al grido di dolore di altri uomini.



Todd Selby x Christine Sun Kim on Nowness.com.

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